ERO-TIC 3 (2020)

 

Gabriele Corni

Lo specchio dell’Ego

a cura di Claudio Composti

 

Il primo selfie della storia risale al 1909 scattato dal fotografo Joseph Byron mentre tiene una grossa fotocamera con le due mani. Gesto fondamentale il tenere la fotocamera a distanza con il braccio (proprio o artificiale) proteso “fuori da sé”, discriminante per definire una fotografia come “selfie”. Altrimenti, si parla di autoritratto o riflessogramma (autoscatto davanti ad uno specchio). Ma cosa spinge a condividere pubblicamente la propria immagine sui social? Persone estranee diventano il pubblico voyeurista che nutre l’Ego. Il mosso fotografico creato da Gabriele Corni nelle immagini prese da veri profili instagram vanifica l’effetto esibizionista e innesca un cortocircuito, necessario per intra-vedere una persona dietro quella posa, in cui la seduzione diventa un’arma per definirsi. E trova nel desiderio altrui quella forma di accettazione che invece sfugge a chi si mostra così ossessivamente. Lo schermo diventa un palco, in un gioco di specchi che nascondono l’IO profondo dietro pose erotiche, sensuali, messi al “meglio” per vendere di sè una immagine appunto, nel senso etimologico di imago, fantasma, quindi non reale. Da Scrutare. Cercare. Alimentare, attraverso proprio lo sguardo altrui. Voler essere presenti sul web è una dinamica sociale che nasconde un bisogno molto profondo, comune a ogni essere umano: essere visto, amato e considerato. Bisogna tornare a curare le ferite dell’anima che abbiamo subito, per riuscire a rifletterci davvero, per come siamo.

ERO-TIC 2 (2019)

 

Gabriele Corni

Ànemos

 

“La Fisica dell’Anima”

testo di Claudio Composti

 

Finora è stato scientificamente dimostrato che nel mondo della fisica quantistica elettroni, protoni, atomi e fotoni sono soggetti al fenomeno dell’entanglement (ovvero intreccio), uno dei fenomeni più misteriosi tuttora sostanzialmente inspiegati, per il quale due particelle di uno stesso sistema continuano a restare collegate fra loro e ad influenzarsi anche se poste a enormi distanze, tanto che se si modifica ad esempio la carica positiva di un elettrone anche l’altro elettrone di carica opposta, negativa, simultaneamente si trasforma. Non solo le particelle sono naturalmente “telepatiche”, ma anche tutti i sistemi biologici e quindi anche noi esseri umani. Ogni cosa infatti è corpo, onda e campo. Ed è il fenomeno dell’entanglement a dimostrare che il campo è onnipresente nel tempo e nello spazio. E la nostra Anima è un campo che comprende tutto in sé, quindi se è vero che “nessun uomo è un’isola”, nessun uomo è solo e siamo tutti collegati gli uni agli altri in quanto genere umano, tutti parte di un campo comune. A questo affascinante tema si avvicina la nuova serie fotografica di Gabriele Corni, dal titolo Anemos (dal greco «soffio», «vento»),  presentata in anteprima al MIA fair 2018 di Milano. L’Anima in molte religioni, tradizioni spirituali e filosofie è la parte vitale e spirituale di un essere vivente, comunemente ritenuta distinta dal corpo fisico. Gabriele Corni fotografa corpi avvinghiati in un amplesso carnale, ma che travalicano l’atto stesso per fondersi e perdersi in un incontro animico. Le posizioni e i movimenti di questi amanti, abbracciati su fondo bianco e la verticalità dell’immagine ricordano le posizioni di statue classiche, come il ratto delle sabine o il ratto di Proserpina. Movimenti di pura passione scolpiti nel marmo, cosi come prendono forma di un corpo le anime immortalate dall’obbiettivo di Corni. “L’intenzione” dice “è raffigurare il rapido evolversi delle passioni e di quanto siano mutevoli e sfuggenti nel corso delle nostre esistenze…ma ritengo la parte mossa possa essere letta come la parte più intima e interiore”; quell’anima che muove Amor, che tutto vince.